martedì 29 settembre 2026

Taranto: l'industria del Mar Piccolo da Filippo Cacace alla Comios (1861-1966) di Pinuccio Stea (Scorpione)

 





















Taranto ha avuto, nei millenni, nelle attività economiche legate al mare una delle sue caratteristiche fondamentali; di assoluto rilievo quelle legate alla mitilicoltura ed ostricoltura. La ricerca sviluppata si muove lungo alcune direttrici principali che si intrecciano: l’aspetto economico e politico, l’impatto del settore con i cambiamenti industriali e le due guerre mondiali, il permanere del problema dell’inquinamento. Emerge uno spaccato significativo della realtà complessiva della città di Taranto, nel contesto regionale e nazionale da cui la Storia di Taranto non può prescindere, proprio per il suo ruolo fortemente nazionale che è andato rafforzandosi nell’800 con l’Arsenale Militare e nel ‘900 con lo stabilimento siderurgico. L’opera prende le mosse dall’Unità d’Italia per concludersi nel 1966 con la fine dell’esperienza della Comios (Cooperativa Mitilicoltori e Ostricoltori) e la successiva sottoscrizione di una convenzione tra il Centro Ittico Tarantino Campano, subentrato alla Comios, e l’Italsider con la quale tutti i dipendenti del Centro Ittico vengono assunti dall’Italsider, sancendo il prevalere della “monocultura dell’acciaio” su mitilicoltura ed ostricoltura

29 SETTEMBRE 2026 - TARANTO - CRESCE LA PAURA TRA I LAVORATORI EX TCT

 

La mamma di Lorena non si arrende: «Mia figlia è caduta in una trappola»!

 

lunedì 28 settembre 2026

Italia meridionale. Da Civitavecchia a Brindisi di Rod Heikell, Lucinda Heikell (Edizioni Il Frangente)

 






















Questo volume descrive le coste del Mar Tirreno da Civitavecchia a Reggio Calabria, includendo le isole antistanti (Isole Pontine, Ischia, Procida, Capri), per poi arrotondare lo stivale ed entrare nel Mare Ionio descrivendo il Golfo di Taranto fino a Santa Maria di Leuca e risalire l’Adriatico meridionale fino a Brindisi. L’introduzione illustra l’area generale di navigazione, che comprende le strutture e i servizi dedicati alla nautica da diporto, le normative vigenti a livello europeo, la fauna marina, la sicurezza in mare e un’esaustiva sezione dedicata alla meteorologia e ai cambiamenti climatici in corso. I testi forniscono dettagliate informazioni di pilotaggio, indispensabili per una navigazione sicura, corredati da un ricco apparato di piani generali e di dettaglio, di porti e baie, ognuno con i relativi waypoint di riferimento per l’avvicinamento. A completare il tutto, numerose foto delle principali località e porti. All’inizio di ogni capitolo sono indicate le rotte preferenziali per ogni area specifica e le relative caratteristiche meteorologiche. In appendice, sono riportate anche le carte nautiche di riferimento per questa area di navigazione. In questa sesta edizione sono stati aggiornati i porti e marina ed i relativi contatti. La costa tirrenica è ricca di approdi ed offre scenari di grande bellezza naturale e di rilevante interesse storico e archeologico

STORIA DELL'AGRICOLTURA A BRINDISI

 

PINQUA SANTA RITA - INAUGURATI IL GIARDINO, IL PARCHEGGIO VERDE E LA NUOVA PISTA CICLABILE

 

Su Oggiconversanio.it - L'intervista di Gian Luigi Rotunno al Procuratore Nicola Gratteri

 

Bimbo con coltello a scuola: si cerca di chiarire il gesto, indaga la Procura per i minorenni

 

domenica 27 settembre 2026

Lecce adagio. Dal Barocco al mare Lecce adagio. Dal Barocco al mare di Pierpaolo Lala (ED-Enrico Damiani Editore)

 Lecce, raccontata da chi la vive. Piano, con ironia e meraviglia. «Questa non è una guida esaustiva. E io non sono una guida turistica convenzionale. È un itinerario, personale e non definitivo, nella mia città. Quella Lecce che (per me) è croce e delizia, giardino fiorito e prigione arida, futuro e nostalgia canaglia. Scopriremo insieme la basilica di Santa Croce, piazza Duomo e i palazzi nobiliari simbolo della rinascita seicentesca, ma anche la Lupiae romana riemersa nel periodo fascista. Andremo sulle tracce di personalità illustri che hanno reso celebre Lecce in tutto il mondo, come il tenore Tito Schipa. Entreremo dentro le mura dalle tre porte rimaste in piedi e nel Castello Carlo V (che qui non passò mai), la fortezza più grande di Puglia. E continueremo nella città nuova, quella dei murales della 167 e dei diritti civili, quella dell’Università del Salento e della passione smodata per il calcio, delle comunità di stranieri che vivono i quartieri e dei tanti parchi pubblici, delle biblioteche civiche e dei musei. Non per spuntare una lista, ma per perderci tra i dettagli. Cammineremo piano, senza fretta. Come si fa da queste parti. Perché Lecce non è una città lenta. È una città pigra. Ancora troppo. E forse, è proprio in questa pigrizia che si nasconde il suo segreto»





















Lecce, raccontata da chi la vive. Piano, con ironia e meraviglia. «Questa non è una guida esaustiva. E io non sono una guida turistica convenzionale. È un itinerario, personale e non definitivo, nella mia città. Quella Lecce che (per me) è croce e delizia, giardino fiorito e prigione arida, futuro e nostalgia canaglia. Scopriremo insieme la basilica di Santa Croce, piazza Duomo e i palazzi nobiliari simbolo della rinascita seicentesca, ma anche la Lupiae romana riemersa nel periodo fascista. Andremo sulle tracce di personalità illustri che hanno reso celebre Lecce in tutto il mondo, come il tenore Tito Schipa. Entreremo dentro le mura dalle tre porte rimaste in piedi e nel Castello Carlo V (che qui non passò mai), la fortezza più grande di Puglia. E continueremo nella città nuova, quella dei murales della 167 e dei diritti civili, quella dell’Università del Salento e della passione smodata per il calcio, delle comunità di stranieri che vivono i quartieri e dei tanti parchi pubblici, delle biblioteche civiche e dei musei. Non per spuntare una lista, ma per perderci tra i dettagli. Cammineremo piano, senza fretta. Come si fa da queste parti. Perché Lecce non è una città lenta. È una città pigra. Ancora troppo. E forse, è proprio in questa pigrizia che si nasconde il suo segreto»

26 SETTEMBRE 2026 - LECCE - GRANDE SUCCESSO PER LA "NOTTE DEI RICERCATORI" 2026

 

BRINDISI - Tutela dei sanitari: più controlli e tutele #Sanità #sicurezzasullavoro

 

sabato 26 settembre 2026

CRONACHE DANNUNZIANE … IL FUOCO E LA CARNE! Le donne di GABRIELE D'ANNUNZIO - Personale di pittura dell’artista Paola Scialpi

 OLTRE IL VATE: LE “VITTIME” DI D'ANNUNZIO SI RIPRENDONO LA SCENA A LECCE - La pittrice Paola Scialpi svela il volto segreto delle Muse dannunziane in una mostra-evento alla Fondazione Palmieri in collaborazione con Associazione Horah – Tempio della Pace (Lecce), Edomedia - grafica e pubblicità (Alezio), Pasticceria Danny (Lecce), Scena Muta (Copertino), I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno (Sannicola). Incursioni teatrali e coreutiche a cura di Ivan Raganato e Sophie Guida ("Scena Muta").

LECCE, Settembre 2026 – Per oltre un secolo sono state raccontate come ombre passeggere, malinconiche ancelle o trofei da esibire per nutrire l'inestinguibile fame creativa di Gabriele D'Annunzio. Oggi, l'arte contemporanea restituisce loro voce, alterità e spessore psicologico, sovvertendo una delle narrazioni più radicate del Novecento letterario italiano.

Dal 26 settembre al 2 ottobre 2026, la suggestiva navata cinquecentesca della Fondazione Palmieri (Vico dei Sotterranei 23, Lecce) – luogo dalla formidabile eco simbolica, essendo stato in passato un convento dedicato al "pentimento" e alla clausura femminile – diventerà l'arena in cui si consumerà la rivolta visiva dell'esposizione "GABRIELE D'ANNUNZIO …e le sue MUSE", mostra personale della pittrice salentina Paola Scialpi. Catalogo edito da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno con interventi di Antonio Errico, Lucio Galante, Maurizio Nocera.

Artista di calibro internazionale e docente di lunga esperienza, Paola Scialpi compie in questo ciclo di opere un’ardua operazione di "risarcimento". Attraverso un uso magistrale, materico ed espressionista della tecnica dell'acquerello, l'artista reinterpreta e corregge le fotografie storiche delle donne che segnarono l'esistenza del poeta. Sotto le sue pennellate riemergono: la fiera inespugnabilità della pittrice Tamara de Lempicka (la donna che lo respinse nelle stanze del Vittoriale); la superba maestà di Eleonora Duse, privata della stanchezza infertale dal romanzo Il Fuoco per risorgere a divinità teatrale assoluta; la bellezza rasserenata della diva globale Lina Cavalieri; la resilienza aristocratica dell’unica, tormentata moglie Maria Hardouin di Gallese e il fascino glaciale della contessa Natalie De Goloubeff.

"La sfida," si evince dalle note di curatela della mostra, "non era la pedante fedeltà fisionomica al reperto fotografico in bianco e nero, ma la capacità di penetrare le vite di quelle donne per farne emergere l'autentica personalità, liberandole dal peso dell'egemonia maschile."

Il vernissage inaugurale, previsto per Sabato 26 settembre 2026, non sarà una tradizionale fruizione statica, ma un rito estetico interdisciplinare. Ad amplificare la potenza delle tele sarà il vibrante Omaggio a Gabriele D'Annunzio curato da due eccellenze delle arti performative: il regista e attore Ivan Raganato e la danzatrice e coreografa Sophie Guida, anime dell'A.S.D. Culturale Teatrale "Compagnia Teatrale SCENA MUTA". In un perfetto connubio tra recitazione e movimento, la prosa torrenziale e seduttiva evocata da Raganato si scontrerà con le geometrie coreutiche della Guida, dando forma fisica all'inquietudine, al tormento e, infine, all'indipendenza emotiva delle muse dannunziane.

L’ingresso è libero e aperto a tutta la cittadinanza.

Coordinate Sintetiche dell'Evento:

  • Titolo Esposizione: CRONACHE DANNUNZIANE …. IL FUOCO E LA CARNE! Le donne di GABRIELE D'ANNUNZIO– Personale di Paola Scialpi
  • Date e Orari: 26 Settembre 2026 – 2 Ottobre 2026
  • Location: Fondazione Palmieri, Vico dei Sotterranei 23 (Ex Chiesa di San Sebastiano), Lecce
  • Evento Inaugurale: Vernissage multidisciplinare con performance teatrale di "Scena Muta"
  • Accessibilità: Ingresso Libero
  • Catalogo : I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno

Informazioni Biografiche

Paola Scialpi: Nata a Sannicola (LE) nel 1951, già docente presso il Liceo Artistico di Lecce. Con oltre quattro decenni di mostre internazionali e sperimentazioni cromatiche audaci (dai cicli "Tracce di quotidianità" all’innovativa sottrazione della mostra "0.15"), è considerata una delle firme più autorevoli e storicizzate dell'arte pugliese contemporanea.

Scena Muta: Istituita nel 1990 da Ivan Raganato, la compagnia sviluppa progetti di avanguardia teatrale e formazione coreutica a Copertino (LE), distinguendosi per la rigorosa contaminazione dei linguaggi scenici.

 

INFO FONDAZIONE PALMIERI

https://fondazionepalmieri.it/contatti/

Per chi volesse sentire l’artista Paola Scialpi mail – paolascialpi@gmail.com

 


A Bari. I luoghi di Gianrico Carofiglio di Micaela Di Trani (Perrone)

 




















Bari è la città degli opposti. È bianca e nera, di colori e d’anima. È il grembo di una vita sfaccettata e multiforme: mare e folclore, passaggi e trasformazioni, attacchi e ricostruzioni. È la città di dita forti che intrecciano reti da pesca o che si muovono veloci su di un tagliere per fare le rinomate orecchiette. È la città dal nastro infinito di un lungomare che altrove non esiste, ma qui sì. La città che mantiene il ricordo della controra nonostante la modernità, la città che si adagia su una spiaggia dell’adriatico, lascia che il vento trasporti lontano i suoi profumi. Un po’ borbonica un po’ brigante, sposa e amante di chi la visita, la città murattiana si snoda fra strade trafficate, balconi liberty, teatri maestosi e labirinti di vie incastonate nel centro storico. Come starle dietro? È Gianrico Carofiglio a mostrarci come attraversare Bari, quella Bari che per guido guerrieri non è solo sfondo ma personaggio attivo e parlante. Attraverso un’analisi dettagliata e ispirata dei romanzi del magistrato barese e dei percorsi – reali e immaginari – del suo personaggio di spicco, Micaela di Trani segue le tracce di passeggiate notturne, storie leggendarie, figure e tradizioni che è impossibile perdere perché, così come la città che le ospita, hanno una vita propria, intensa e incantatrice…

Bari, neonato con sindrome emolitico-uremica salvato all’ospedale Giovanni XXIII

 

CON UN GRAVE ENFISEMA POLMONARE, 77ENNE COSTRETTO A VIVERE TRA MUFFA E INFILTAZIONI

 

venerdì 25 settembre 2026

L'acciaio in fumo. L'Ilva di Taranto dal 1945 a oggi di Salvatore Romeo (Donzelli)

 

















Per anni gli sviluppi del «caso Ilva» hanno occupato le cronache nazionali, per anni si è discusso del destino del siderurgico, costruito a Taranto nei primi anni sessanta e ancora oggi ritenuto «strategico» per il paese. Per anni la fabbrica, grande quasi quanto la città, è stata al centro di uno scontro tra proprietà, sindacati, associazioni ambientaliste, magistratura e politica. Per capire come si è giunti a una delle più gravi crisi industriali e ambientali della storia d'Italia occorre ricostruire il rapporto fra Taranto e il siderurgico partendo dalle sue origini e ripercorrendone l'evoluzione. Pensata come fattore propulsivo per lo sviluppo del paese, e del Mezzogiorno in particolare, l'acciaieria ha assunto da subito una posizione preminente nei confronti del contesto locale. Le trasformazioni innescate dal suo insediamento hanno sollecitato una dialettica intensa: l'impatto economico e ambientale della fabbrica, il modello di sviluppo ad essa legato, la stessa organizzazione del lavoro sono stati messi in discussione da ampi strati della società ionica in nome di un'industrializzazione attenta ai bisogni del territorio. In seguito, la crisi dell'impresa pubblica e la sconfitta del movimento operaio hanno trasformato Taranto in una delle punte avanzate del nuovo corso liberista. Con l'«era Riva» fra lo stabilimento e il contesto circostante si è aperta una cesura. In questo quadro è esplosa l'emergenza degli ultimi anni, che ha assunto la forma di un conflitto fra ambiente e lavoro, fra fabbrica e città. Uno stallo per il quale ancora non si intravede una via d'uscita. Con un'analisi appassionata e ben documentata, Salvatore Romeo ripercorre una vicenda in cui storia economica e storia d'impresa, storia urbana e storia ambientale, storia politica e storia sociale si intrecciano facendo emergere il racconto di una città e della sua interazione con la fabbrica

24 SETTEMBRE 2026 SMEREX 17 MARINE DA TUTTO IL MONDO A TARANTO

 

Integrazione scolastica, sit-in in piazza e vertice in prefettura

 

giovedì 24 settembre 2026

San Lorenzo da Brindisi di Paolino Zilio (Velar)

 

























G.C. Russo (1559-1619) viene accolto tra i frati cappuccini nel 1575, prendendo il nuovo nome di fr. Lorenzo da Brindisi. Ricoprirà vari incarichi di responsabilità e di governo, diventando anche Superiore generale di tutto l'Ordine cappuccino. Guiderà una nuova comunità a Praga e sarà chiamato spesso a svolgere importanti missioni diplomatiche, in particolare a Monaco di Baviera, in Spagna e in Portogallo

23 SETTEMBRE 2026 - ROMA: I COLORI DELL'ENERGIA, DA BRINDISI PASSA LA TRANSIZIONE ENERGETICA

 

LECCE

Taranto: l'industria del Mar Piccolo da Filippo Cacace alla Comios (1861-1966) di Pinuccio Stea (Scorpione)

  Taranto ha avuto, nei millenni, nelle attività economiche legate al mare una delle sue caratteristiche fondamentali; di assoluto rilievo q...