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domenica 2 novembre 2025

Rubinetti ancora a secco: la rabbia di residenti e commercianti

Visita all'Azienda Agricola Toseo

Visita alla Masseria Cinque Santi

Pagliaro (FdI) inaugura il comitato: “il Salento merita rispetto e un futuro dignitoso”

UELI' UELA' - IL FILM

Due novembre a Bari, Il messaggio dell'arcivescovo Satriasno: “La vita non finisce ma si trasforma”

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Con Aspettando l'aurora, Marcello Buttazzo canta l'Attesa come spazio di resistenza e speranza

 I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno è orgogliosa di annunciare l'uscita questo mese di "Aspettando l'aurora", la nuova e intensa raccolta poetica di Marcello Buttazzo. L'opera, arricchita dalla prefazione di Vito Antonio Conte e da una nota di lettura di Roberto Dall'Olio, si configura come un'esplorazione profonda e lirica della condizione umana, ponendo al centro il tema universale dell'attesa, non come vuoto passivo, ma come dimensione feconda di pensiero, emozione e creazione. In un'epoca dominata dalla velocità e dall'istantaneità, Buttazzo invita il lettore a riscoprire il valore di un tempo sospeso, quello che precede l'aurora, lo sbocciare di un fiore o l'arrivo di un amore. Come sottolinea magistralmente Vito Antonio Conte nella sua prefazione, Buttazzo è  "IL POETA DELL'ATTESA" , un autore capace di cogliere la tensione creativa che si cela in quel momento senza tempo in cui tutto sta per accadere. I suoi versi diventano il luogo dove la speranza si fa sostanza e la vulnerabilità si trasforma in forza, un "trampolino da cui ripartire" dopo ogni caduta. La poesia del Nostro è un'ancora gettata non nel passato rancoroso, ma in una serena nostalgia che sa trasformare i tormenti in lirica: "Mi hai insegnato / [...] ad aspettare l'aurora/come fosse lucore benedetto / dell'ultimo secondo concessomi...".

L'universo poetico di quest’opera non si esaurisce nella dimensione esistenziale, ma si nutre di un amore polimorfo, come evidenziato da Roberto Dall'Olio. Le tre declinazioni dell'amore del mondo classico –  Eros, Philia e Agape – si intrecciano in un tessuto lirico denso e commovente. L'Eros si manifesta nella passione per la musa sfuggente e reale; la Philia emerge nella tenerezza per i fanciulli, nell'affetto fraterno e nel rispetto per la libertà degli animali, in particolare i suoi amati gatti; l'Agape, infine, si esprime in una profonda empatia verso "gli ultimi", i diseredati, i migranti, coloro che la società rende invisibili. Buttazzo non teme di levare un grido di rabbia contro l'ingiustizia, trasformando la sua poesia in un atto di denuncia sociale e politica, come nei versi dedicati ai naufraghi delle nostre acque:  "Vorrei tanto/che il suo Dio/salvasse tutti i naufraghi/delle acque e delle terre./Al mio Dio/non ho nulla da chiedere,/se non di essere più presente/nei quartieri periferici/dove la sua mano da sempre è latitante.".

Quest’ultima produzione per versi di Marcello Buttazzo è un'opera matura e stratificata, un mosaico di immagini potenti che spaziano dai paesaggi del Salento alla memoria dell'infanzia, dal lirismo intimo alla riflessione civile. È un libro che parla a chiunque senta il bisogno di fermarsi, di dare un nome alle proprie attese e di ritrovare, nella parola poetica, una ragione per continuare a sperare.

 

Marcello Buttazzo è nato a Lecce nel 1965 e vive a Lequile, nel cuore della Valle Della Cupa salentina. Dopo aver studiato Biologia con indirizzo popolazionistico all'Università "La Sapienza" di Roma, ha intrapreso un intenso percorso letterario che lo ha portato a pubblicare numerose opere, prevalentemente di poesia. Scrive periodicamente in prosa per la rubrica  Contemporanea su Spagine (del Fondo Verri) e collabora con il blog letterario Zona di disagio diretto da Nicola Vacca. Tra le sue pubblicazioni in versi si ricordano: "E l'alba?" (Manni Editori), "Origami di parole" (Pensa Editore), "Verranno rondini fanciulle" (I Quaderni del Bardo Edizioni),  "Ti seguii per le rotte" (I Quaderni del Bardo Edizioni), "Sommesse preghiere" (Collettiva Edizioni Indipendenti, 2025)

 

Contatti

Per maggiori informazioni, richieste di interviste o copie pdf per la stampa:

 

I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno

Sede: Via S. Simone 74 - 73107 Sannicola (LE)

Email: iquadernidelbardoed@libero.it  

Sito Web: https://www.quadernidelbardoedizionilecce.it/  

 



sabato 4 gennaio 2025

C'era una volta in Salento

I maritati della "Chiacchieretta" a Strudà

Si ritrova senza un tetto: da un mese vive in Pronto Soccorso

La famiglia di Cuore Amico si allarga: vi presentiamo Amisha

Il legno d'ulivo rivive grazie alle opere di artisti e artigiani salentini

Gran concerto di Natale “Note di Solidarietà”

L'altra metà del presepio: uno spettacolo sull'importanza del ruolo della donna

Colture innovative e rigenerazione: grazie al Dajs il Salento guarda oltre la Xylella

Politiche giovanili e servizio civile al via due progetti

Taranto. "Le Calze" della Salinella ai bimbi in ospedale

Offshore, Pagliaro: Odra, arrenditi! Progetto da bocciare secondo nuove linee guida del Ministero

 Nota del consigliere regionale Paolo Pagliaro:

 

“Odra e i suoi sostenitori si arrendano! Le ultime indicazioni operative sulla movimentazione dei fondali marini per la posa di cavi e condotte, pubblicate dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica il 24 dicembre scorso, mettono un ulteriore ostacolo al progetto della mega centrale eolica offshore di Odra Energia lungo la costa Otranto-Leuca. Le linee guida del Mase fanno cadere i piani di Odra per l’approdo a terra in località La Fraula del suo gigantesco impianto galleggiante, progettato senza alcun riguardo per l’area marina e costiera che andrebbe a sfregiare. Ancora una volta sollecitiamo la Regione a prendere una posizione netta di diniego rispetto a questo progetto, recependo le ultime direttive del Ministero nel disegno di legge regionale sulle aree idonee per impianti energetici da fonti rinnovabili. Ribadiamo il nostro no senz’appello a qualsiasi tipo di deroga, a tutela del paesaggio su cui il progetto Odra andrebbe ad impattare violentemente e irreversibilmente. Anche la proposta progettuale aggiornata, depositata a novembre scorso, è in palese contrasto con le direttive ministeriali per quanto riguarda le opere di connessione a terra, che andrebbero a solcare territori di rilevante pregio ambientale e soggetti a molteplici vincoli. Il Ministero vieta infatti l’approdo dei cavi sottomarini in habitat di pregio o protetti, anche se realizzato con tecnologia di trivellazione orizzontale controllata (toc). ⁠La Regione Puglia, al contrario, nell’articolo 6 comma 1 del disegno di legge in discussione, consente la trivellazione e posa dei cavi con tecnologia toc in aree di notevole interesse pubblico. Ciò significa che, per la Regione Puglia, il progetto di Odra si può fare. Eppure, è evidente che si tratta di un piano scellerato, perché pretende di piazzare 73 aerogeneratori alti ben 315 metri e con pale del diametro di 280 metri a soli 14 chilometri da uno dei tratti di costa più belli al mondo. Un obbrobrio inaccettabile, contro il quale combattiamo da oltre tre anni, con la mobilitazione dell’intero territorio salentino. Ci sono le delibere contrarie di ben 72 Consigli comunali, dell’Assemblea dei sindaci della Provincia di Lecce, c’è il muro delle Pro Loco e delle associazioni ambientaliste degne di questo nome (perché ce ne sono alcune favorevoli!) e dei comitati locali. Ma la Regione continua a fare orecchio da mercante. Anzi, con il suo atteggiamento da Ponzio Pilato ha spianato la strada al progetto Odra, facendo melina e ostacolando le nostre iniziative di opposizione in Consiglio regionale. E da ultimo, con una determina dirigenziale dell’Assessorato allo Sviluppo economico, ha espresso un parere (anzi un non parere, che peraltro sarebbe spettato all’Assessorato all’Ambiente competente in materia di autorizzazioni ambientali) che si limita a fare copia e incolla di alcune parti del progetto Odra, omettendo i vistosi rischi di degrado ambientale e paesaggistico e mettendo invece in evidenza, in modo tendenzioso, le eventuali compensazioni al territorio. solo fumo negli occhi: un’esca che ci lascia indifferenti e anzi ci offende, perché per noi non c’è prezzo che valga quanto il nostro patrimonio di bellezza e cultura, le nostre identità e i nostri valori territoriali. Non abbiamo l’anello al naso e non ci lasciamo comprare per un piatto di lenticchie. Non siamo disposti a farci colonizzare dai giganti delle rinnovabili, al contrario di chi invece è pronto a svendere il territorio per quatto soldi. Non ci incantano le sirene delle multinazionali dell’energia, interessate solo a speculare. Senza considerare che la Puglia ha già dato, sacrificando ampie porzioni del suo paesaggio sull’altare delle energie cosiddette pulite. Produciamo già oltre 6 gigawatt di energia dal vento e dal sole, a fronte di un fabbisogno di 3 gigawatt, e non ne abbiamo ricavato alcun beneficio economico. Il Governo regionale prenda esempio dalla Regione Sardegna, che ha avuto il coraggio di opporsi all’assalto dei signori delle rinnovabili deliberando lo stop a nuovi impianti per diciotto mesi. Iniziativa che proporremo anche noi in Consiglio regionale, per smascherare chi si professa paladino del territorio solo a parole, ma non fa nulla per difenderlo e anzi fiancheggia l’invasore”.




Lecce protagonista a "Linea verde" - Spazio Aperto Salento

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