domenica 29 dicembre 2024

Impianto eolico offshore: Regione getta la maschera e spiana la strada a Odra. La nostra battaglia continua

“La Regione Puglia getta la maschera: mentre si proclama contro le rinnovabili selvagge, di fatto spiana la strada a Odra Energia per impiantare 73 pale eoliche alte 315 metri a soli 14 chilometri dalla costa, nello specchio di mare di fronte ai comuni di Santa Cesarea, Otranto, Castro, Andrano, Tricase, Alessano, Castrignano del Capo, con tutte le opere di connessione alla rete elettrica nazionale. È un tradimento agli impegni presi a difesa del territorio, il parere endoprocedimentale propedeutico al rilascio della VIA, la Valutazione d’Impatto Ambientale, espresso il 6 dicembre scorso dall’Assessorato regionale allo sviluppo economico a guida Delli Noci. Siamo indignati ma non stupiti da questo inchinarsi alle multinazionali dell’energia, che trapelava già nel disegno di legge sulle aree idonee, non a caso bloccato nel suo iter nelle Commissioni referenti. Vorremmo sapere cosa ne pensa l’assessora all’ambiente Triggiani, di questo parere espresso sul progetto Odra. L’ex assessora Maraschio aveva avuto il coraggio di schiararsi al nostro fianco contro questo scempio, partecipando anche ad uno dei sit-in che abbiamo organizzato a Porto Miggiano e dichiarando senza mezzi termini che l’impianto Odra confligge con la pianificazione regionale. E allora perché la Regione Puglia ha cambiato idea, nonostante il nuovo piano presentato dalla società sia quasi identico al precedente? Sono state ridotte le pale, da 90 a 73, ma sono state alzate da 275 a 315 metri. È un piano che abbiamo combattuto con tutte le forze insieme a 72 Consigli comunali che hanno deliberato contro, all’assemblea dei sindaci della Provincia di Lecce, alle associazioni ambientaliste e alle Proloco, ai cittadini salentini mobilitati a difesa della loro terra.
Perché la Regione Puglia contravviene alle sue stesse linee guida per la gestione dello spazio marittimo, tracciate nella delibera inviata al Ministero dell’Ambiente? Aveva detto sì agli impianti offshore, ma nelle aree portuali già utilizzate a fini industriali e in alto mare, senza alcun impatto visivo sulla litoranea. Invece il progetto Odra andrà ad invadere uno specchio di mare di altissimo pregio naturalistico e «uno dei punti più sensibili del Mediterraneo dal punto di vista storico, culturale e archeologico» secondo il professore emerito Francesco D’Andria – calpestando la volontà dei territori e il loro diritto ad auto determinare l’uso del proprio patrimonio paesaggistico. Questo va contro la sentenza della Corte Costituzionale del febbraio scorso, che ha stabilito la legittimità della nostra legge sul fermo pesca dei ricci di mare, stabilendo che gli spazi prospicienti la costa non sono di esclusiva competenza dello Stato.
Ed è miope parlare di un progetto utile per il territorio facendo leva sui posti di lavoro in fase di costruzione ed esercizio, perché un mostro del genere a pochi chilometri dalla costa la sfregerà e ne ridurrà l’appeal turistico, causando la perdita di posti di lavoro nel settore trainante per l’economia salentina. Una cosa non esclude l’altra, se si programma con intelligenza e rispetto del territorio. Basterebbe spostare la localizzazione dell’impianto eolico e delle relative opere di connessione a terra in aree prive di vincoli e tutele, sia per l’ambiente offshore che onshore. Altrimenti si crea un grave precedente. Abbiamo tante aree in Puglia dove accogliere operatori commerciali che investono in energie rinnovabili, ed è folle consentire che si trivelli la costa per generare posti di lavoro distruggendo il nostro patrimonio di bellezza.
La realizzazione di opere strategiche per il Paese non può comportare un sacrificio così grande per la nostra terra e il nostro mare. Non deve prescindere dall’armonia con il territorio e dal rispetto della salute pubblica. Permettere che l’interesse economico prevalga sulla salvaguardia di ecosistemi unici e della qualità di vita delle comunità locali sarebbe un grave errore, incompatibile con i principi di sostenibilità e giustizia sociale professati a parole ma smentiti dai fatti.
Per questo la nostra battaglia contro il mostro di Odra di fronte alle nostre coste non si ferma, nonostante la Regione sia passata – anzi credo sia stata sempre – dalla parte dell’invasore”.

Lecce, 11 dicembre 2024

Paolo Pagliaro

Consigliere regionale-Capogruppo LPD

Presidente MRS




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