venerdì 23 ottobre 2026

San Cesario: due mozioni svelano il nuovo volto della maggioranza

 La maratona di oltre undici ore del Consiglio dello scorso mercoledì mattina e le due mozioni presentate (una da parte di "San Cesario per tutti", il cui testo è nel primo commento), per fare finalmente luce sulle ultime vicissitudini amministrative del nostro Comune, sono bastate a far cadere la maschera dell'ambiguità a chi ha cercato, con fatica, di nascondere un trasformismo ormai diventato una regola.

"Il sindaco Distante ponga fine a questo 'scarabocchio' politico"; "Distante decide di sottostare ai diktat politici pur di non rinunciare alla poltrona"; "Siamo e resteremo liberi dai giochi di palazzo"; "Se (Distante) arriva fino alla fine della legislatura, ci arriva solo per garantirsi la poltrona"; "Non siamo interessati a poltrone né ad accordi costruiti nelle stanze"; "Stampella di chi?".
Queste non sono parole in libertà, ma alcuni pubblici ed eloquenti passaggi (a proposito di coerenza) espressi da "Obbiettivo in comune" nell'ultimo anno e mezzo.
Due mozioni che sono servite a confermare (se pure non ce ne fosse bisogno) la mediocrità di un Montefusco imbarazzato, insicuro e inadeguato nel suo nuovo ruolo di assessore.
Due mozioni sufficienti a "scoprire" che la "premiata ditta “Marzo&Garzya" (con la partecipazione di Montefusco) è diventata ufficialmente "stampella" per garantire la sopravvivenza di una maggioranza ridotta al lumicino (soli 7 componenti!).
Due mozioni che fanno prefigurare futuri scenari con Marzo vice di un Distante, semmai riconfermato, ma anche accordi sottobanco stretti dai due all'insaputa di Garzya e Montefusco, oggi comunque preziosi alla causa: una pratica, per Marzo, probabilmente, consueta e già ampiamente collaudata.
Due mozioni che confermano l'ossessivo attaccamento alla poltrona (e ai 4.000 euro mensili) di chi, pur di rimanerci incollato, ha dimostrato che non esiterebbe nemmeno un attimo a scendere a patti  col diavolo.
Due mozioni che confermano una maggioranza (7 componenti) tenuta in piedi dai tre "campioni della coerenza", costretti ad uscire allo scoperto e a "mettersi a disposizione con il proprio gruppo, garantendo al sindaco un appoggio e(s)terno". Tutto ciò confermato da  una loro lettera (il cui testo è nel secondo commento) che, anziché essere indirizzata al Presidente del Consiglio, è stata fatta recapitare (furbescamente o per la loro nota ignoranza delle procedure più elementari)  al Sindaco e al Segretario Comunale, che avrebbero dovuto riceverla solo per conoscenza.
L'avevamo detto: ne vedremo (purtroppo) delle belle.
Ci aspettano mesi di mediocrità spacciata per competenza, spudorato trasformismo spacciato per senso di responsabilità e un cinico attaccamento alla poltrona spacciato per rispetto delle istituzioni.
Questa non è politica: è solo compravendita. È il mercato delle vacche.

Gruppo consiliare "San Cesario per Tutti"

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